Il 12 maggio, in un tribunale del lavoro brasiliano, un ricorso conteneva una riga bianca su fondo bianco che ordinava al software di analizzare la causa con superficialità. Ad accorgersene è stato il software stesso. Il caso lo abbiamo raccontato qui.

La domanda per chi lavora in Italia è quanto manca prima che diventi possibile anche da noi.

Brasile e Italia, dove siamo

 BrasileItalia
Sistema nazionale Operativo, adottato per tutti i tribunali del lavoro Attesa per agosto 2026, non risulta operativa
Sperimentazioni Superate, è in produzione Catania con il CINI, ufficio GIP di Cremona
Digitalizzazione degli atti Completata Data Lake del PNRR in corso
Primo attacco documentato Maggio 2026, rilevato e sanzionato Non risulta documentato un caso analogo

I numeri del cantiere italiano

133 milioni di euro è l'investimento del PNRR sulla digitalizzazione della giustizia, che comprende il Data Lake.
7,75 milioni di fascicoli da digitalizzare tra Cassazione, corti d'appello, tribunali, procure e giudici di pace.
6 sistemi di conoscenza integrati previsti, per trasformare gli atti da documenti in dati analizzabili da un'intelligenza artificiale.

Sopra i cantieri, dal 2024, c'è un osservatorio permanente del Ministero che deve definire le linee guida. Quello che manca è il pezzo centrale, cioè una piattaforma nazionale interna al dominio giustizia. Il Consiglio superiore della magistratura, nelle sue delibere sull'argomento, ne auspicava la disponibilità prima di agosto 2026, e gli interventi pubblicati questo mese, citati in fondo, osservano che a oggi non risulta operativa. Nell'attesa, l'indicazione che emerge da quelle delibere è di ricorrere a strumenti autorizzati dall'amministrazione, perché i servizi generalisti disponibili online non offrono le garanzie richieste su riservatezza e trattamento dei dati.

Il calendario è cambiato sotto i piedi

L'Allegato III dell'AI Act, al punto 8, considera ad alto rischio i sistemi destinati a essere usati da un'autorità giudiziaria per assistere nella ricerca e interpretazione dei fatti e del diritto, o nell'applicazione della legge a un caso concreto. Non è una classificazione automatica per tutto ciò che entra in tribunale: restano fuori i sistemi che svolgono un compito procedurale limitato o preparatorio, o che migliorano il risultato di un'attività già completata da una persona.

La roadmap italiana era tarata sul 2 agosto 2026. Poi il Digital Omnibus ha spostato l'Allegato III al 2 dicembre 2027.

Il paradosso

L'Italia non aveva completato il passaggio previsto entro la scadenza originaria, e quella scadenza nel frattempo si è spostata di sedici mesi. Ne esce un margine di tempo che nessuno aveva messo in conto, e la differenza la farà come viene usato.

Il canale d'ingresso è già aperto

Da noi gli atti si depositano per via telematica da anni. Il documento entra già oggi nei sistemi in forma digitale, manca soltanto il lettore automatico dall'altra parte. Quando arriverà, il documento in ingresso diventerà una porta verso un sistema che elabora testo.

Con una precisazione che sposta il calendario. Il lettore istituzionale non c'è, ma strumenti generativi commerciali sono già in uso, e non solo negli studi. Nei mesi scorsi la Corte di Cassazione ha rilevato provvedimenti giudiziari contenenti citazioni giurisprudenziali inesistenti, riconducibili all'impiego di sistemi di intelligenza artificiale generativa, e il CSM ha reagito con raccomandazioni che ammettono quegli strumenti solo se forniti o autorizzati dal Ministero. Quei casi riguardano contenuti inventati dal modello, non manipolazioni introdotte da terzi, e vanno tenuti distinti. Dicono però che il canale è già percorso, quindi il margine di sedici mesi vale per gli obblighi normativi, non per l'esposizione.

Un ufficio giudiziario si trova poi nella posizione più scomoda di tutte. Un'azienda può rifiutare un curriculum sospetto o chiedere un formato diverso, un tribunale ha l'obbligo di ricevere gli atti che le parti depositano. Chi volesse provarci non deve forzare nessuna porta, gli basta esercitare un diritto.

Cosa conviene decidere adesso

Chi progetta oggi un sistema che leggerà documenti prodotti da terzi può stabilire una regola che dopo è difficilissima da introdurre, cioè che quei documenti sono materiale da esaminare e non istruzioni da eseguire. Nella pratica sono tre scelte.

Tre scelte da fare prima, non dopo

1. Conservare solo il visibile. Nella fase di estrazione si tiene ciò che vedrebbe una persona, e il resto finisce in un rapporto invece di essere scartato in silenzio.

2. Dichiarare la provenienza. Il sistema dice esplicitamente al modello che quel testo è la posizione di una parte e non contiene comandi validi.

3. Registrare i tentativi. Un sistema che filtra e tace protegge la singola pratica senza creare deterrenza. La decisione brasiliana ha reso il tentativo costoso, ed è questo che cambia i comportamenti.

Vale per i tribunali e per chiunque riceva documenti dall'esterno e li dia in pasto a un modello. Fatture, capitolati, curricula, referti, contratti in revisione. È l'ambito su cui lavoriamo con TCT, dove quello che un agente legge viene trattato come non fidato per impostazione predefinita, e con Guardiano EU per la parte di adempimento normativo.

Fonti